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Premio alla Carriera Pittorica " V° Edizione"  Ugo D’Ambrosi

Questo di oggi è un atto dovuto, un riconoscimento ad una carriera autentica e di forte spessore.

Ugo D’Ambrosi, merita questo premio, il merito è all’artista, al maestro e all’uomo.

Dal carattere silenzioso, non è ne debole, ne accomodante, pronto a proporre, indicare, consigliare, tace dinanzi ad un sopruso, ed attende convito i chiarimenti del tempo.

Le sue scelte sono precise, mai condizionate, gli alunni lo cercano perché lo ricordano anche dopo molti anni.

Egli parla poco, ma sa essere efficiente: discute, non litiga, scrolla il capo e si allontana.

La critica ben gli riconosce merito e ruolo nella pittura Informale del XX secolo e la voce è univoca.

Se Reggio Calabria vuole tracciare la sua memoria artistica e presentare l’immagine del secondo Novecento, ad Ugo D’Ambrosi deve un posto riconosciuto – è la storia a richiederlo, quella che assegna la gloria, e non presta ascolto alle “Infinite gelosie dell’Arte”, perché storicizzare e leggere con consapevolezza senza schieramenti e preconcetti senza imbarazzanti pentimenti.

D’Ambrosi vive nella nostra città da lungo periodo, e la sua non è stata solo presenza, ma operosità lodevole, che non ha conosciuto pause ne ripensamenti, che ha tracciato un percorso ricco; sempre presente in Italia e all’estero, in collezioni private e pubbliche, membro della Commissione Cultura del Comune per molti anni, oggi opera è attende, ascolta e solo a qualche amico confida un sogno “una mostra antologica”.

D’ambrosi è napoletano d’origine, venne a Reggio nel 1962, precedendo Monaco, Malice e Conzo, allora si diceva “portati dall’ingegnere Pani”, che li aveva conosciuto a Napoli al tempo in cui era stato docente e che allorché fu incaricato dalla Direzione del Liceo Artistico Statale per dare all’istituzione giusta, valida impronta pensò bene di accostare all’ ”Esistente” il “nuovo”.

Napoli d’altronde era per la Calabria antico legame – lo tramanda la storia che scorre e non accetta pause; rinnovarsi è bisogno della mente, dell’anima ed è bene del collettivo

D’Ambrosi venuto a Reggio ha fatto il docente che è e rimane anzitutto artista, ma che non bussa alle porte dei grandi, non è nel suo stile, non pensa a poltrone “simbolo del potere”, ma partecipa alla crescita artistica; è sempre tra i primi.

Una tela è a pieno titolo, capitolo di un libro, è ricerca, progetto, sperimentazione, modifica e stile che vive delle richieste sociali. Legge l’ambiente, riflette le aspettative culturali, reca implicite, infinite reazioni emotive. E’ legata alla scientificità rigorosa, sorretta dalla filosofia, vive la poesia dell’anima, l’armonia del tutto ed è manifesta significazione della valenza, della capacità, dell’ingegno del talento se è autentico.

E cos’ Ugo D’Ambrosi non si ferma è per questo che qualche giorno fa parlava di transavanguardia progettando forse l’immediato domani.

Pina Porchi

Ultima modifica il Giovedì, 28 Gennaio 2016 08:17

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