Tra immagine e forma

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Tra immagine e forma

La premessa mi sembra opportuna non tanto per chiarire un possibile statuto della grafica che il tema affascinante richiederebbe ben altri approfondimenti qui non consentiti, quanto perché trova un convinto e convincente svolgimento in Ugo D'Ambrosi che, a mio parere, rappresenta una testimonianza esemplare per verificare in che consista l'autonomia della grafica e in che termini possa porsi rispetto alla pittura.

L'artista napoletano, infatti, dopo essersi totalmente dedicato alla pittura, e si vedrà con quali esiti, da alcuni anni è docente all'Accademia di Belle Arti di Reggio, della cattedra di Tecniche dell'incisione. Egli, dunque, ha potuto e «dovuto» operare una precisa svolta nel suo operare arti-stico e proprio per questo la sua vicenda risulta quanto mai indicativa. D'Ambrosi, infatti, si è rivolto alla tecnica dell'incisione (acquaforte e acqua-tinta) con l'esperienza di pittore, ma con la strenua volontà di ricerca che è propria del grafico, ben sapendo quindi che il primo passo da compiere è quello di un «apprendimento», nel senso proprio del termine, cioè di «presa» e, quindi, di possesso, delle tecniche incisorie che, se da una parte offro-no infinite possibilità di resa, dall'altra reclamano un rispetto assoluto. 

Lucio Barbera

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Marzo 2015 19:40

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