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Lo schermo della pittura

Attorno agli anni '60 Ugo D'Ambrosi mette a profitto la sua cultura informale, una cultura che egli aveva già maturato in precedenza se si consi­dera l'impostazione materica e gestuale di alcune opere del '59. La novità di questi elementi fanno pensare che egli era a conoscenza non solo come situazione informativa ma come condizione esi­stenziale. La materia densa di colori e il segno che emergeva come un filo sgrovigliato erano intesi come "unicum".

In seguito l'artista, accettando sempre meno la situazione informativa, si rende conto della neces­sità di arricchire la materia da un punto di vista percettivo: far cioè comprendere all'osservatore che il contesto visivo non è un arbitrio istintivo dell'artista, ma è soprattutto atto di verifica che si può compiere prima e dopo l'atto creativo. Ed è forse questa la novità che regge tutta la poetica di D'Ambrosi, una poetica che si forma come autono­mia della condizione esistenziale.

1970 - Presentazione Collettiva di gruppo - Galleria "Incontro Sud" - Reggio Calabria

Italo Mussa

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Gennaio 2015 19:16
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