Le esperienze informali

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Le esperienze informali


Nato a San Valentino Torio nel 1927 si forma nell'ambiente dell'Istituto d'Arte di Napoli, studiando con Striccoli, Chiancone, Girosi e Barillà e frequentando i corsi di Storia dell'Arte tenuti da Vasco Pratolini.

 

Nei primi anni Cinquanta, data alla quale vanno restituiti alcuni autoritratti e il bellissimo Paesaggio sarnese (1950), la pittura di D'Ambrosi guarda con attenzione agli esiti della Scuola Romana, innanzitutto per l'impianto cromatico che risente, nello studio degli interni, della tavolozza di Mafai. Attenzione che diviene maggiormente leggibile nelle nature morte, in particolare quella del 1952 ove si avvertono già alcuni tentativi di scomporre la figura attraverso una pennellata densa, quasi materica, che volge l'interesse a quanto accade nell'area del naturalismo astratto italiano. Nel 1950 espone nella mostra d'arte tenutasi a Santa Maria Capua Vetere, successivamente vince il primo premio nella Mostra Nazionale Città di Napoli; nel 1951 espone a Napoli nella Rassegna d'Arte Figurativa, mentre nel 1954 è invitato al Premio Nazionale Ente Porto di Napoli, ove espone la tela Il porto di Napoli del 1954, di impianto naturalista con accenti astratti, sulla scia di Morlotti, con evidenti materie di colore che strutturano l'immagine. Nel 1955 partecipa alla Mostra Nazionale Universitaria tenutasi a Bari, mentre nel 1956 è invitato alla Rassegna d'Arte Figurativa Micco Spadaro allestita a Napoli. Sul finire degli anni Cinquanta la sua attenzione è rivolta alle esperienze informali, alle declinazioni napoletane di Spinosa e alle indagini di Giarrizzo: il pieno approdo in quest'area di ricerca è segnato dall'opera Paese del 1960, alla quale fanno seguito, Nudi dello stesso anno e Case in collina del 1961, dagli echi postcubisti. Lavori, questi, che sono esposti nella personale del 1961 tenuta alla Galleria Vanvitelli di Napoli e successivamente, dopo il trasferimento, in quella organizzata nella Biblioteca Comunale di Reggio Calabria. Nel 1960 partecipa al Premio A. Mancini promosso dall’Accademia di Belle Arti di Napoli, mentre nel 1962 è presente al Premio Nazionale Autostrada del Sole indetto dalla Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma. Del 1964 è la presenza al Premio Michetti, al Premio Paderno Dugnano e al Premio Villa San Giovanni. Nell'arco degli anni Sessanta D'Ambrosi elabora una pittura dai toni decisamente materici, ricca di gangli espressivi, di ombre ben evidenti in opere quali ad esempio Immagine del 1964, Paesaggio con rosso e Paesaggio, quest'ultime entrambe del 1966 e facenti parte del ciclo dedicato ai Paesaggi ionici. A queste opere seguiranno esperienze di apertura in chiave polimaterica, nelle quali l'artista liquefa il colore, arricchendolo di una gestualità avvolgente, drammatica. Nel 1968 dà vita, con Luca Monaco, Filosa, Pellicanò e Romeo alla Galleria Incontro Sud: nel 1970 tiene una personale a Palermo alla Galleria Flaccovio, successivamente a Cortina d'Ampezzo, a Roma e a Reggio Calabria nel 1975. Le opere degli anni Settanta recuperano la pittura in chiave di nuova figurazione, proponendo immagini tratte dal quotidiano, come la nota serie dedicata agli Incidenti stradali, ove si evince un segno netto, drammatico, carico di tensioni; segno che l'artista porterà nelle incisioni, realizzate in questi anni. Nel 1969 espone alcune opere grafiche nella mostra tenuta a Macerata; nel 1970 è presente nella collettiva 10 Artisti Reggini, promossa dalla Galleria Incontro Sud, con una cartella edita dal "Corriere di Reggio". Dal 1972 al 1980 è presente in tutte le edizioni del Premio Villa San Giovanni; nel 1984 partecipa alla Rassegna d' Arte Settimana della Calabria in Canada, promossa dal Ministero degli Esteri e tenutasi a Toronto. Nel 1987 la Galleria L.A.V. di Reggio Calabria allestisce una mostra dedicata alle esperienze informali ove sono presenti molti dei suoi dipinti dei primi anni Sessanta. Nelle opere realizzate nel decennio Ottanta, D'Ambrosi sembra voler riprendere alcuni modi propri della pittura gestuale, togliendo, però, al colore qualsiasi consistenza materica, rendendolo quasi rarefatto: alcuni di essi trovano un chiaro riferimento nelle opere realizzate a metà degli anni Sessanta, come ad esempio Metamorfosi, un olio su tela del 1985 esposto in occasione della VIII Biennale Nazionale di Pittura, tenutasi a San Severo nel 1986. Da oltre vent'anni è titolare della cattedra di Tecniche dell'incisione presso l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

Salerno 1992

MASSIMO BIGNARDI

Ultima modifica il Venerdì, 16 Gennaio 2015 18:12

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